Simona Bertozzi

ALEA (IACTA EST)
3° episodio di Homo Ludens

Progetto e Ideazione: Simona Bertozzi
Coreografia: Simona Bertozzi (con la collaborazione di Robert Clark)
Danza: Simona Bertozzi, Manfredi Perego
Musiche: Arcangelo Corelli (Violin Sonatas Op.5)
Ambienti sonori e musiche: Roberto Passuti
Progetto luci: Antonio Rinaldi
Allestimento di scena: Antonio Rinaldi e Simona Bertozzi
Costumi: Scissor Lab Bologna
Produzione: 2010/11

Con il sostegno di Interplay/11
Made at CSC Bassano/ Made at The Place Londra
Si ringrazia l’ Accademia Bizantina di Ravenna
Residenza creativa Teatro San Martino/Fortebraccio Teatro
Si ringrazia per la collaborazione il Centro Mousikè, Bologna e Danza Urbana, Bologna

Alea è il termine utilizzato dal sociologo francese, Roger Caillois, per indicare tutte le tipologie di gioco connesse all’azzardo, alla casualità, all’ineluttabilità della sorte.

In Alea (iacta est), i due partecipanti si confrontano con il mistero di un indecifrabile destino, scommettendo su una pratica dialogica tra i corpi che si rigenera nel segno della condivisione, dello scambio e della rilettura di sé nell’altro.

Si confrontano con la superstizione, con l’imprevedibilità della combinazione numerica secondo uno schema definito di traiettorie dinamiche, ritmiche e figurative che sublimano le due singolarità nel tratto ritualistico del segno ludico.

Come due dadi, i soggetti di Alea (iacta est) disegnano lo spazio per deflagrazioni coreografiche e reiterazione di inizi. Come il rosso e il nero, come il pari e il dispari, sembrano contrapposti eppure sempre solidali. La casualità, con cui l’uno si fa largo nei vuoti lasciati dal corpo dell’altro, serve da antidoto alla solitudine dell’attesa e rinnova la necessità di accordare il proprio agire a un ideale di vicinanza, di humanitas.

Assorbiti in una specie di forma iniziatica, nell’incanto delle regole che di volta in volta ricreano, i due giocatori trovano la loro ragion d’essere nel tragitto che porta alla configurazione finale.

Così, più che dalla risoluzione catartica, i due sono sedotti dal tentativo delle possibilità racchiuse nella bolla temporale che li inghiotte. Dove l’attesa del verdetto, lo spaesamento  della sospensione, il distacco dal peso della storia, li rendono liberi di giocare.

www.simonabertozzi.it

in scena 10 settembre 2011

 

| | .

I commenti sono chiusi.